Responsive Search ADS: come funzionano gli annunci “adattabili” di Google

Pubblicato su eLogic Digital Company

Google non cessa mai di dimostrare la sua incessante necessità di evolvere e sviluppare le proprie piattaforme. Tra le tante novità presentate e annunciate negli ultimi mesi, una delle più interessanti riguarda senza dubbio il graduale rilascio dei Responsive Search ADS, il nuovo formato di annunci adattabili per la rete di ricerca di Google ADS.

Google ADS sta gradualmente rilasciando in fase Beta gli Annunci Adattabili per la rete di ricerca, evoluzione degli annunci di testo espanso, offrendo la funzione Responsive Search ADS solo ad alcuni fruitori della piattaforma.

Questa nuova funzionalità, annunciata negli ultimi mesi del 2018, nasce con l’obiettivo di allinearsi ad altre innovazioni che negli anni Google ha largamente promosso e diffuso, portando il web ad evolversi (e con esso il mondo dell’internet advertising) agevolando l’esperienza utente su dispositivi mobile.

La capacità di adattamento che caratterizza questi nuovi annunci, da cui la definizione diResponsive Search ADS, consente la visualizzazione di una maggior quantità di contenuto, portando il “corpo” dell’annuncio da 2 a 3 Titoli e da 1 a 2 testi descrittivi. 

Responsive Search ADS

La maggior quantità di contenuto però, non è l’unica novità e neppure la più interessante, infatti la vera innovazione passa dalla modalità con cui i nuovi annunci verranno proposti agli utenti.

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Internet Advertising: La corsa verso i 3 Miliardi.

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Crescita dei formati Video per l’Internet Advertising, pianificazione digitale su altri mezzi (come tv, l’ooh o il digital audio), ePrivacy e predominio degli Ott: sono i nodi principali del mercato dell’Internet Advertising, illustrate da Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano.

Dai dati presentati dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano vediamo come il mercato dell’Internet Media mantenga stabile la sua crescita (+13%), a discapito principalmente dei canali di stampa. L’internet Media quindi si riconferma il secondo canale di acquisizione pubblicitaria, dopo la televisione, in Italia. (47% contro il 36% dell’Internet Media).

Nel panorama dell’Internet Advertising, che nel 2018 è arrivato a sfiorare i 3 Miliardi di fatturato(2,97 mld di €), si è trovata ulteriore conferma della crescita dei formati Video (+24%), confermando il trend degli anni precedenti, anche se il formato Display tradizionale (i classici Banner) resiste come principale strumento di acquisizione, crescendo del 5% rispetto al 2017 e toccando i 993 mln di €.

Seguono in crescita i rami del Search (Advertising sulla rete dei motori di ricerca) che si dimostra lo zoccolo duro della pianificazione Digital con una crescita del 9% e un valore di 854 mln di €,  e il Classified (Advertising e acquisto di visibilità sulle piattaforme di settore), che guadagna il 7%, pari a 226 mln di €. Chiude la fila l’Email Advertising che nonostante le nuove tendenze mantiene la sua crescita costante al 3% con 31 mln di €.

Internet advertising


Internet advertising: Domina il canale Display, sempre meglio i Video

La Display advertising nel 2018 si conferma la componente dominante del mercato (62%) avvicinandosi, trainata dalla forte crescita della componente Video (+24% rispetto al 2017) attestandosi su un valore di mercato di oltre 1,8 Mld.

Andando nel dettaglio la Video advertising nel 2018 ha superato ampiamente gli 800 milioni di euro grazie in particolare alla crescita della raccolta pubblicitaria da parte degli OTT (Over The Top Player) ma anche dei principali broadcaster.

In Italia soprattutto, dove la TV mantiene ancora con forza il suo primato nel mercato pubblicitario, il Trend di crescita dei contenuti video è particolarmente forte se paragonato con le tendenze registrate a livello internazionale, sia sul piano Europeo, sia a confronto con gli indici di tendenza Statunitensi.

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Google Mobile-first indexing, ovvero DEVI amare il mobile!

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E’ scoccata l’ora di adeguarsi al mobile first indexing di Big G, definitivamente!

Enigmatiche email di Google recanti frasi come “Mobile-first indexing enabled for https://iltuositoweb.com” ti hanno causato momenti di panico e ansia? Non sei il solo, ma manteniamo la calma e vediamo cosa sta succedendo.

Google è tristemente celebre per le improvvise e temute modifiche al suo algoritmo, nella sua costante e implacabile evoluzione. Questa volta però la notizia non gira intorno ad un nuovo aggiornamento (come quello di Agosto, il famigeratoMedical Update, ne parliamo QUI ), ma all’attuazione di qualcosa a cui stava lavorando da anni e  che era stato annunciato ufficialmente tra fine 2017 e inizio 2018, il Mobile-First indexing.

Con il Mobile-first Google ha voluto chiarire una volta per tutte che il futuro del Web passa necessariamente dai dispositivi mobile e che è finito il tempo in cui lo sviluppo di un sito poteva basarsi unicamente o principalmente dalla sua versione Desktop.

Nulla di nuovo insomma. Negli ultimi anni ci sono state numerose avvisaglie e chiare indicazioni che il principale motore di ricerca al mondo avesse deciso di intraprendere questo percorso (logicamente, aggiungerei); in fondo è cosa ampiamente riconosciuta che la maggior parte del traffico web si sia progressivamente spostato verso i dispositivi mobile. Non stupisce quindi che i motori di ricerca, sistemi di Advertising e piattaforme CMS in generale, stiano facendo di tutto per adeguarsi a questa evoluzione.

Google ha sempre avuto a cuore questa tendenza, visti i suoi interessi in ambito mobile oltre al mercato del Search, e ha spianato la strada con modifiche sempre più mirate al suo algoritmo e con strumenti sempre più mobile friendly.

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Come essere primo su Google: i FEATURED SNIPPET

Vuoi essere primo su Google, ma il tuo sito non appare neppure nella prima pagina dei risultati?

Oggi vediamo insieme uno dei criteri da seguire per ambire alla visibilità che cerchi.

Chiunque decida di lanciarsi sul web, con la propria attività o con altre finalità, porta con se il desiderio di essere primo su Google. La visibilità sul motore di ricerca è la fondamentale, ma non è ovviamente semplice e occorre tempo e lavoro per ottenere un simile risultato.

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