Blog e SEO: come scrivere un articolo per il sito internet

Estratto della mio intervento sul tema dei blog come strumento di SEO, rilasciato e pubblicato sul sito di AD Communications.

 

Con quale frequenza andrebbe aggiornato il blog?
Nell’ottica di una strategia SEO di medio-lungo termine, il continuo aggiornamento è un fattore primario. L’ottimizzazione in chiave SEO dei contenuti, così come una produzione sistematica di testi a carattere informativo, è fondamentale per il consolidamento dell’autorevolezza del proprio sito, da cui deriva la visibilità dello stesso. In questo scenario un blog aziendale è la risposta perfetta in quanto fornisce ai propri utenti e clienti potenziali, contenuti che non siano unicamente orientati al fine commerciale, ma abbiano l’obiettivo di fornire informazioni utili.
Quali sono le ultime novità a livello di SEO?
La SEO è una materia in evoluzione costante, questo perché Google è in costante cambiamento. Il motore di ricerca per eccellenza aggiorna il proprio algoritmo anche più volte al mese. L’ultimo aggiornamento è di poche settimane fa. Questa costante evoluzione influenza il lavoro del SEO Specialist, che deve far fronte alle nuove esigenze dell’algoritmo e di conseguenza correggere le strategie dei progetti.
Quali sono i consigli più importanti per migliorare la SEO di un contenuto per il web?
A Google non interessano contenuti auto-celebrativi o totalmente rivolti a vendere qualcosa. Ma gli occorrono risposte e queste devono essere realizzate in modo semplice, efficace e soprattutto ottimizzato. Fondamentale è individuare le keywords che attivano la SERP nella quale si vuole posizionare il proprio contenuto. Chiarendo per prima cosa qual è il target di riferimento, il Copywriter SEO deve capire quali sono le query di ricerca che utilizzano gli utenti target e di conseguenza strutturare il contenuto. Tutto questo concorrerà ad aumentare il ranking che Google affida ad un sito quando lo analizza e conseguentemente, a migliorare e consolidare il posizionamento generale.

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Google Mobile-first indexing, ovvero DEVI amare il mobile!

Pubblicato su eLogic Digital Company

E’ scoccata l’ora di adeguarsi al mobile first indexing di Big G, definitivamente!

Enigmatiche email di Google recanti frasi come “Mobile-first indexing enabled for https://iltuositoweb.com” ti hanno causato momenti di panico e ansia? Non sei il solo, ma manteniamo la calma e vediamo cosa sta succedendo.

Google è tristemente celebre per le improvvise e temute modifiche al suo algoritmo, nella sua costante e implacabile evoluzione. Questa volta però la notizia non gira intorno ad un nuovo aggiornamento (come quello di Agosto, il famigeratoMedical Update, ne parliamo QUI ), ma all’attuazione di qualcosa a cui stava lavorando da anni e  che era stato annunciato ufficialmente tra fine 2017 e inizio 2018, il Mobile-First indexing.

Con il Mobile-first Google ha voluto chiarire una volta per tutte che il futuro del Web passa necessariamente dai dispositivi mobile e che è finito il tempo in cui lo sviluppo di un sito poteva basarsi unicamente o principalmente dalla sua versione Desktop.

Nulla di nuovo insomma. Negli ultimi anni ci sono state numerose avvisaglie e chiare indicazioni che il principale motore di ricerca al mondo avesse deciso di intraprendere questo percorso (logicamente, aggiungerei); in fondo è cosa ampiamente riconosciuta che la maggior parte del traffico web si sia progressivamente spostato verso i dispositivi mobile. Non stupisce quindi che i motori di ricerca, sistemi di Advertising e piattaforme CMS in generale, stiano facendo di tutto per adeguarsi a questa evoluzione.

Google ha sempre avuto a cuore questa tendenza, visti i suoi interessi in ambito mobile oltre al mercato del Search, e ha spianato la strada con modifiche sempre più mirate al suo algoritmo e con strumenti sempre più mobile friendly.

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Come essere primo su Google: i FEATURED SNIPPET

Vuoi essere primo su Google, ma il tuo sito non appare neppure nella prima pagina dei risultati?

Oggi vediamo insieme uno dei criteri da seguire per ambire alla visibilità che cerchi.

Chiunque decida di lanciarsi sul web, con la propria attività o con altre finalità, porta con se il desiderio di essere primo su Google. La visibilità sul motore di ricerca è la fondamentale, ma non è ovviamente semplice e occorre tempo e lavoro per ottenere un simile risultato.

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Google AMP – Velocità, è anche affidabilità?

Viene ormai dato per scontato che Google sia una delle principali realtà della rete, se non LA principale, in grado di influenzare e modificare nettamente l’approccio di miliardi di utenti con i contenuti del web. Uno di questi mutamenti sembrerebbe essere in atto proprio in questi mesi, con l’iniziativa

comunemente conosciuta con l’acronimo “Google AMP” (AMP: Accelerated Mobile Pages).

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Il valore dei nostri dati e la profilazione degli utenti

La profilazione degli utenti o del target pubblicitatio è il processo che permette l’identificazione dei gusti e delle attitudini di un gruppo per ottenere un vantaggio di riconoscibilità in ambito commerciale.

Per anni la televisione ha assorbito gran parte delle risorse dedicate alla comunicazione. Tutto però è cambiato con l’ingresso di nuovi strumenti tecnologici e con il ridimensionamento del budget per effetto della crisi. Errore comune nelle aziende è avviare campagne pubblicitarie sottovalutando la forza dei mezzi a disposizione. Le pianificazioni sono spesso incentrate su mezzi di diffusione di massa che producono una dispersione del messaggio che non coglie soltanto il target di riferimento. Il fenomeno della dispersione produce un aumento dei costi della comunicazione perché, se da un lato ha dei costi contatto molto bassi, dall’altro non produce un risultato costi-benefici positivo.

Relativamente a questi mutamenti negli equilibri della comunicazione e della gestione del marketing, la garanzia della Privacy e dei dati personali, legata alla profilazione degli utenti, è stato un argomento ampiamente discusso negli ultimi anni. In Europa come nel resto del mondo, organi di governo si sono spesi nella battaglia contro l’utilizzo illegittimo dei nostri dati.

Ogni giorno accediamo a Facebook, a Twitter o a uno dei tanti servizi social e mettiamo dei like, scriviamo commenti, selezioniamo interessi e gruppi. Tutto questo è ormai una routine quotidiana ed è una manna per chi si occupa di marketing.

Grazie ad algoritmi e studio dei dati raccolti, le aziende possono realizzare campagne estremamente mirate per i loro prodotti, dati che consentono la profilazione di milioni di utenti in modo costante ed immediato, valutando così il mutare delle tendenze e le migliori offerte da poter proporre al proprio pubblico o giro di clienti.

Tutto questo è ovviamente riconvertito in valore, un valore enorme che genera quotidianamente miliardi di utili per centinaia di aziende in tutto il mondo, le quali investono nell’analisi dei dati di gusti, comportamenti e preferenze, dati che noi stessi riversiamo continuamente e gratuitamente sulle piattaforme social e su migliaia di altri servizi online.

Nel dettaglio possiamo vedere un ritratto del bacino di utenza italiano e di come si rapporta alle tecnologie smart e ai social network.

Digital in 2016 from We Are Social

Dati alla mano, non è difficile capire quali sono le grandi opportunità per ogni genere di impresa. Dobbiamo tener presente che il futuro ci vedrà sempre più connessi e legati alla realtà virtuale; le ricerche e l’innovazione tecnologica stanno facendo molti passi avanti in questo senso ( solo per fare un esempio, pensate ai visori VR e alla realtà aumentata ).

Tutto questo quindi non deve essere visto come un rischio, ma come opportunità di sviluppo, uno sviluppo mirato che permette di investire risorse e potenziare il proprio business in modo più strutturato e senza salti nel buio, ancorandosi a modelli di maketing e di promozione che sono ormai resi obsoleti dai tempi.

Di seguito vi lascio un interessante resoconto grafico completo, sui dati relativi al traffico in internet, social e mobile, del 2016 nel mondo, che danno un’idea di quanto sia rilevante l’influenza del web e delle tecnologie mobile in particolare, nelle nostre vite e attività quotidiane.

Digital in 2016 from We Are Social Singapore

Voglio aprire un blog: meglio WordPress o Blogger?

aprire un blog

Internet è popolato da una moltitudine di Blog come ben sappiamo, pagine tematiche che ci offrono approfondimenti e curiosità su qualsiasi argomento di interesse comune o di nicchia, professionale o hobbistico.

Negli anni molte piattaforme sono nate e tramontate in questo vasto panorama, ma di certo 2 tra queste hanno svettato maggiormente sulla concorrenza, evolvendosi e restando al passo con lo sviluppo tecnologico e le esigenze degli utenti che un bel giorno si sono detti: Voglio aprire un blog!

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Posizionare un sito web: quanto costa?

Mi capita con una certa regolarità di sentire domande come questa:

voglio che il mio sito sia il primo tra i risultati di ricerca di Google, quanto mi costa?

Partiamo dal presupposto che la domanda è perfettamente legittima, chiunque apra un sito lo vorrebbe vedere tra i primi risultati di ricerca e quindi averne un beneficio immediato; va detto però che bisogna mettere il SEO, ossia chi svolge l’attività di posizionare un sito web, nella condizione di farvi avere un preventivo esaustivo e realistico. Se così non fosse, sarebbe come decidere di comprare casa senza curarsi di valutare le condizioni reali dell’immobile e senza averlo mai visto.

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